E’ arrivato un bastimento carico di…

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Oggi, tornando al lavoro dopo una mitica settimana di ferie ho ricevuto una magnifica accoglienza: la mia amica Marina mi ha infatti recapitato un pacchetto preziosissimo, inviatomi dalla mamma, cultrice di succulente di altissimo livello! Geniale il packaging, che sfrutta una confezione in plastica trasparente, semirigida, in cui il prezioso contenuto è conservato in fogli di morbida carta assorbente, che riempie gli interstizi evitando possibili traumi alle piantine… Assolutamente da copiare! Anzi da brevettare…

Aprendo il cofanetto, mi trovo davanti una selezione di polloni e talee ancora assenti dalla mia collezione, tutti rigorosamente cartellinati. E finalmente posso sfoggiare dunque degli esemplari di cui conosco la specie senza se e senza ma! Mi sono dunque rimboccato bene bene le alucce ed ho passato un bel pomeriggio all’aperto sul mio terrazzo, preparando una composta di terriccio per cactacee mista con lapillo vulcanico e cimentandomi nel rinvaso di tutti e sette gli esemplari.

Innanzitutto, un bellissimo pollone già radicato di Matucana polzii, dalla superficie suddivisa in dieci costolature regolari ed armoniche, con areole di forma stretta ed allungata e piccole spine di colore giallo chiaro. L’epidermide è di un bel verde brillante, compatta e lucida. Cercando in rete, apprendo che si tratta di una pianta che pollona rapidamente, formando cespi che raggiungono diametri considerevoli, fino a 30-40 centrimetri. I fiori compaiono negli esemplari adulti, ed hanno un’esuberante colorazione: i petali sono infatti gialli in prossimità della corolla, rossi al centro e rosa acceso ai margini (non vedo l’ora! e se siete curiosi come me date un’occhiata qua). La Lobivia aurea, di cui è arrivato un bel pollone già grandicello, produce fiori di grandi dimensioni di un colore giallo limone, mentre un ibrido di Rebutia dalla curiosa forma colonnare (che sia ibridato con un Chamacereus?) mi promette in futuro fiori arancio. Sinora si tratta sempre di piante già provviste di radici, per cui basta trasferirle in vaso con la composta giusta ed il gioco è fatto! L’Echinocereus blanchii è invece una talea: si tratta di un fusto cilindrico, con larghe costolature molto prominenti con areole che portano cinque spine piuttosto lunghe di colore bianco. Infine, ben tre esemplari appartenenti alla sottofamiglia Opuntioideae: si tratta di un vastissimo raggruppamento all’interno della famiglia Cactaceae, che comprende circa 300 specie suddivise in 15 generi, la cui tassonomia è complessa e tuttora oggetto di discussione. Caratteristiche comuni a tutti i generi sono la presenza di glochidi, ovvero di particolari spine con appendici uncinate, e la struttura a segmenti dei fusti; il genere principale è Opuntia, da cui sono stati distinti nel corso del tempo gli altri, fra cui Cumulopuntia, cui appartengono due delle mie nuove piante. Una è la Cumulopuntia dactylifera, sinonimo più recente di Tephrocactus dactylifer, l’altra è la Cumulopuntia boliviana, entrambe con articoli ovoidali e fioriture di colore giallo o giallo-arancio. Spettacolare deve essere l’Opuntia violacea var. Santa Rita, dalle larghe pale di colore viola in cui le areole disegnano come un motivo intessuto, e dai grandi fiori giallo limone… spero di postarne il prossimo anno…

Un grazie di cuore a Katya per questo bellissimo regalo!

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  1. Ti ringrazio per gli elogi assolutamente immeritati: sono solo un’appassionata, purtroppo non un’esperta. Sapevo da Marina della tua passione e mi faceva piacere condividere con te qualcuna delle mie piante ed ecco il motivo dell’invio. Le talee sono molto piccole, ma spero che ti crescano in fretta e, soprattutto, spero che ti possano dare le soddisfazioni che danno a me con le loro fioriture. Seguo da parecchio questo tuo fantastico blog anche se non ho mai commentato, e approfitto per dirti che mi piace molto il taglio che gli hai dato e inoltre ammiro molto la tua precisione nel documentarti sulle varie specie.
    Un piccolo consiglio: all’Echinocereus blanckii dai più sole che puoi e, non bagnarlo sino a primavera inoltrata perché pare che se lo si bagna troppo presto non riesca a fiorire. Ti assicuro che i suoi grossi fiori lilla con centro bianco e pistillo verde sono veramente spettacolari!
    Un caro saluto e buona coltivazione.
    Katya

  2. Pingback: E se manca il sole, ci pensa la Lobivia aurea | 12mq

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