Osservando un Tephrocactus

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Lo scorso 10 agosto, per San Lorenzo, mi trovavo al mare a Castiglioncello e sono rimasto ore davanti ad una bellissima bancarella di piante grasse allestita sul porto turistico – e agogno di ritrovarcela quest’anno! A quel tempo la mia collezione era composta soltanto da una Mammillaria polythele inermis; la bancarella aveva una scelta spropositata, con tantissime piante particolari (mostruose, crestate ecc. ecc.) anche di un certo costo. Dopo lunghissime riflessioni comprai tre piantine: una seconda Mammillaria, una Crassula e questa, che ho poi identificato come un Tephrocactus, credo della specie Tephrocactus dactiliferus. Il genere, che raggruppa specie molto variabili l’una rispetto all’altra, è originario delle Ande, dove gode di un clima caratterizzato da inverni freschi e secchi ed estati calde con rare precipitazioni, ed è per questo motivo che in inverno può sopportare temperature anche prossime a 0° (come la maggior parte dei cactus che contrariamente a quanto si possa credere NON vanno ricoverati in casa durante la stagione fredda), purchè tenuto pressochè privo di annaffiature. Predilige un’esposizione in pieno sole, che qui sul mio terrazzo di sicuro non gli sta mancando!

Questa pianta mi è piaciuta per i suoi articoli cicciottosi, che somigliano a quelli delle Opuntie ma se ne differenziano perchè non sono piatti ma di forma ovoide. L’epidermide è di colore verde grigio, ed è disseminata da areole da cui spuntano dei fitti mazzetti di glochidi, ovvero spine corte e setolose che si staccano facilmente al contatto e si insinuano nella vostra, di epidermide, per non lasciarvi mai più.

Durante la fase vegetativa, ad un certo punto i glochidi di un’areola inizieranno ad aprirsi a ventaglio: questo è il segnale che Alien sta per arrivare dal di dentro come nelle migliori tradizioni. Infatti, ecco spuntare in mezzo alle spine un aggeggino di colore verde chiaro con tante foglioline a punta: non è una qualche insondabile malattia che si è impadronita del cactus, è un nuovo articolo! Come per le Opuntie, anche i nuovi articoli dei Tephrocactus hanno delle piccole foglie di forma cilindrica allungata, che scompaiono precocemente con la crescita. E’ divertentissimo osservarne i cambiamenti di giorno in giorno (ognuno si diverte come può, evitiamo facili ironie)! Presto il nuovo articolo sarà pienamente formato; dapprima sarà riconoscibile rispetto agli altri per il colore più chiaro, poi diventerà dello stesso colore degli altri. Nelle due foto sotto, due diversi stadi di crescita di un articolo: quello a sinistra è appena appena spuntato, e se ne distinguono le foglie in mezzo ai glochidi, mentre quello a destra è già formato, ed ha perduto quasi completamente  le foglie. Qua e là si possono vedere altri glochidi aperti a ventaglio: bisogna tenere d’occhio quel punto!

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