Un’Opuntia immaginista

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Ho visitato recentemente a Palazzo Strozzi la mostra Anni ’30. Arti in Italia oltre il fascismo. L’esposizione restituisce una vivace immagine del clima artistico e culturale del decennio che ha segnato l’apogeo del regime attraverso una selezione dei capolavori dell’epoca: pittura, scultura e design rappresentano l’opera di oltre quaranta artisti, da apprezzare con mente aperta e scevra da pregiudizi. Si viene introdotti innanzitutto in una panoramica della produzione artistica dei maggiori poli di attrazione della scena culturale italiana: Milano, Roma, Firenze, Torino, Trieste, città dove operano maestri come Sironi, Soffici, Donghi. La seconda sezione è dedicata invece agli artisti emergenti, il cui percorso proseguirà spesso anche nel secondo dopoguerra: opere di Fontana, Guttuso, Marini insieme a molti altri si susseguono ad un ritmo serrato in due ampie sale. Le sezioni successive seguono le orme degli artisti italiani nei loro viaggi all’estero, e soprattutto nelle grandi città europee come Parigi e Berlino, e propongono una selezione di lavori di artisti di altre nazionalità in viaggio nel Belpaese. Interessante è la parte dedicata al rapporto fra arte e regime, indagato attraverso le commissioni pubbliche e i premi nazionali. L’ultima sezione, infine, conclude il percorso con un’incursione del mondo del design, che acquista una sempre maggiore importanza nell’ottica della diffusione di un ideale estetico e culturale in un’epoca in cui l’arte diventa anche strumento di comunicazione di massa. Un evento davvero denso e fonte di innumerevoli riflessioni: se siete a Firenze, se passate da Firenze, merita davvero di farci un salto, e anche di più: passateci qualche ora!Per quanto mi riguarda, ho passato davvero un bel pomeriggio, ancora più speciale perchè condiviso con un gruppo di amiche. Confesso francamente di non avere gli strumenti culturali per comprendere appieno l’arte del Novecento: in molti casi il piacere estetico non è controbilanciato da una sufficiente capacità di analisi e contestualizzazione… Ma nonostante ciò, mi pregio di aver individuato un nuovo Cactus ad arte in un dipinto del 1932 di Vinicio Paladini dal titolo Complesso onirico n. 1! Artista poliedrico e multiforme (pittore, architetto, scenografo e bozzettista), di idee comuniste e antifasciste, Paladini è un esponente del movimento immaginista, che propone atmosfere metafisiche e densamente simboliche. In Complesso onirico n. 1, è una talea di Opuntia a farsi simbolo e allusione, fungendo da contrappunto all’intrigante gioco di sguardi che intrecciano un’elegante bionda, dal levigato nudo, distesa diagonalmente su di un letto al centro della scena, ed un busto marmoreo di Antinoo coronato di fiori.

Sembra quasi che ci capisca qualcosa, vero?!

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