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Un tè nel deserto

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Di solito, quando mi avventuro nella rete a caccia di cactus, vado alla ricerca di informazioni per identificare e conoscere meglio le mie piantine, perdendomi nei meandri dei forum per gli appassionati del settore. Non ti rado, tuttavia, finisco per imbattermi in articoli che riguardano strani e imperscrutabili utilizzi delle succulente, oppure in oggettistica di gusto e di livello vari, sovente ma non sempre discutibile a dire il vero, ispirata al mondo delle piante grasse.

Curiosando nel cactus design mi sono assai divertito a valutare in quanti diversi oggetti si possa declinare l’immagine stereotipata del cactus: dal divano al portastuzzicadenti, dall’attaccapanni alla lampada, fino ad arrivare al sex toy (ometto il link, cercatevelo!)! I diversi portamenti caratteristici delle cactacee si prestano infatti a ispirare oggetti d’uso o di decoro: così la forma colonnare, magari ramificata, tipica ad esempio del Saguaro e impressa nell’immaginario collettivo come il cactus per antonomasia, è assolutamente funzionale ad appendere o sostenere, mentre la forma globulare, tipica dei diffusissimi cuscini della suocera, ben si presta a contenere o a servire da seduta. Compilando una veloce e sicuramente inaccurata statistica, mi sono reso conto che non mancano le teiere a forma di cactus, o decorate con cactus. Mi è quindi gradito dedicare questo post alla mia amica di Il mio tè, come omaggio alla comune passione per questa bevanda (in cui lei eccelle, e io mi arrangio) e ringraziamento per avermi incoraggiato ad iniziare a scrivere questo blog.

Ecco qua una piccola galleria di quanto ho scovato!

Eh sì, ce n’è per tutti i gusti… Si va dalla teiera dalla forma classica anche se non proprio minimalista, in cui solo il colore verde e la decorazione dipinta riecheggiano l’epidermide e le costolature tipiche di un cactus, con le areole delle spine definite da piccoli cerchi marroni, alla teiera in materiali compositi, con il corpo in vetro ricoperto di fibre vegetali che imitano alla perfezione le spine di un Echinocactus grusonii, dall’esuberante ceramica che riproduce tutti i dettagli anatomici della pianta compresi i fiori, alla teiera rivestita da un “maglioncino” in una lana pelosetta che associa sicuramente all’intento mimetico la funzione di mantenere calda la bevanda. Per arrivare infine all’oggetto di design, le cui forme lineari richiamano in modo semplificato la silhouette del cactus, componendo un set completo di teiera, fornelletto, tazze e portazucchero.

Ma la mia preferenza va senz’altro a queste due teiere. Definirei la prima decisamente vintage, visto che sia la forma semplicissima che la grafica, in cui si associa una fantasia a scacchi con le sagome di alcune cactacee campite a colori in scala richiamano a mio modo di vedere il design gli anni ’70. La seconda, che nella forma richiama un Echinocactus, mentre il beccuccio è ispirato ai fusti dell’Epiphyllum, è invece assolutamente retrò. La scelta di accostare materiali diversi – la ceramica del corpo della teiera con il metallo color bronzo del manico e del pomellino del coperchio – con l’effetto cromatico che ne deriva, richiama le arti decorative degli anni ’20 e ’30 del Novecento.

Dunque Marina, direi che tu porti il cactus tea, e io la teiera!

Un cestino di cactus

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Immortalo immediatamente questo regalino che mi hanno portato i miei genitori stasera. Sono cinque vasetti di cactus, che il fioraio che confezionato in una sorta di cestino realizzato con la carta velina verde, tenuto insieme grazie ad un nastro rosa che richiama il colore dei fiorellini della piantina centrale, con un effetto cromatico molto grazioso.

Mi avventuro nella spinosa questione dell’identificazione, altrimenti so che non andrò a dormire stasera. In omaggio alla mia amica di Il mio te mi accingo all’opera davanti ad una tazza di Grand Jasmin Chun Feng, profumatissimo e delicato al tempo stesso (e poi le bustine di stoffa sono meravigliose…)!

La prima pianta in alto a sinistra pare essere un Lemaireocereus pruinosus, di cui posseggo altri due esemplari gemelli nel medesimo vaso, che presentano tuttavia, a differenza di questo, una avvitatura del fusto intorno all’asse verticale. Quindi sono diverse!

La pianta successiva, che ha prodotto un gran numero di germogli basali di differenti dimensioni, è invece una Mammillaria, come si può riconoscere facilmente dai tubercoli all’apice dei quali sono presenti le spine, disposte radialmente e caratterizzate da un bel colore giallo. Potrebbe essere Mammillaria elongata. Potrebbe. Ma forse non è. Le specie del genere assommano a circa 2 miliardi senza contare cultivar e varietà, e non ci si capisce niente. Necessitano ricerche ulteriori per pronunciarsi. Ah, ci sono i boccioli, mi aspetto che fiorisca presto dunque! Questa non ce l’avevo, evviva!

Nella fila davanti, il fioraio ha disposto tre cactus più piccoli. Quello a sinistra credo sia un Gymnocalicium. Ho altre tre piantine appartenenti a questo genere, ma di specie diverse, una delle quali lo scorso anno, prima di essere attaccata dall’odiosa cocciniglia, mi aveva dato dei bellissimi fiori rosa chiaro. La cocciniglia è stata debellata infilzandola con gli stuzzicadenti e irrorandola di alcol in soluzione acquosa, e mi auguro che la piantina possa riprendersi. Anche questa, tuttavia, ha un bel bocciolo, da cui occhieggiano petalini rosa. La piantina centrale è chiaramente un’altra Mammillaria, che è invece in piena fioritura, con fiori già sbocciati e altri ancora da schiudersi, disposti su ben quattro ordini diversi. L’ultimo cactus a destra è davvero particolare. Si tratta infatti di un esemplare crestato: ovvero un cactus per motivazioni genetiche che sfuggono ai più si è sviluppato secondo una geometria diversa rispetto a quella che sarebbe caratteristica della sua specie (mettiamola così va che di meglio non so fare, soprattutto a quest’ora). Mi piace tantissimo! A proposito, la crestatura dei cactus mi ha sempre spinto a riflessioni che conto di pubblicare al più presto in pillole di filosofia cactacea! Ma il passo successivo è l’aggiornamento della mia tabella: si arriva a quota 97!