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Se il cactus s’intimorisce…

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Credo che con il proliferare dei Gymnocalycium sul mio terrazzo (e quest’ultimo mese è stato davvero un tripudio di fioritura gymnocalicesche), il mio piccolo Gymnocalicyum damsii si sia un po’ intimorito, e quest’anno è rimasto fermo a lungo prima di prodursi in uno dei suoi fiori candidi e delicati, ma alla fine si è convinto!Gymnocalycium damsii (1) (Medium)

E se manca il sole, ci pensa la Lobivia aurea

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Quando a novembre mi è a arrivato un bastimento di talee e polloni da parte di Katya, mi aveva avvertito che la Lobivia aurea mi avrebbe sorpreso: io ho aspettato fiducioso per tutto l’inverno, ed in effetti è stato così! Oggi, questo piccolissimo pollone (credo che arrivi appena a 5 cm di altezza!) ha aperto un fiore davvero spettacolare, piuttosto grande rispetto alle dimensioni della pianta, e fitto di petali di un colore giallo limone tendente all’oro, che racchiudono una infinità di stami. lobivia aurea 2 lobivia aurea 3 lobivia aurea 4 lobivia aurea

Finalmente… il biancofiore!

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Dopo avere a lungo atteso la fioritura del minuscolo Gymnocalycium damsii var. centrispinum rotundulum (e chi più ne ha più ne metta), per poco non me la stavo perdendo. Eh sì, perchè ormai sospetto che sia in un corso un ammutinamento dei miei cactus, che attendono che io me ne vada un paio di giorni per scatenarsi e fare quello che pare loro. Non c’è un’altra spiegazione. Non è infatti possibile che questi fiori ci mettano estenuanti settimane per fare capolino, poi allungarsi, poi ingrossarsi, e poi mi giro e zac! improvvisamente si aprono!

E quindi, il malefico Gymnocalycium ha finalmente aperto i suoi due bocci: uno era ormai quasi sfiorito quando sono tornato a casa, mentre uno, anch’esso un po’ malconcio in verità, si è degnato di aprirsi ieri sera poco prima delle sette, appena in tempo perchè lo fotografassi alla volè prima di uscire. Si tratta di un fiore molto piccolo e delicato, quasi etereo, dai lunghi petali appuntiti di un colore bianco perlato, virante al rosa nei petali più esterni della corolla. Per fortuna c’è già un terzo boccio che attende di spuntare!

Come tutti i fiori delle piante appartementi a questo genere, sono autosterili. Questo significa che, per ottenere dei frutti e dei semi, è necessario avere contemporaneamente due esemplari diversi in fiore, in modo che vengano impollinati l’uno dall’altro. Non possedendo più esemplari della medesima specie, va da sè che mentre molti altri cactus (tutte le Mammillarie, ad esempio), una volta sfioriti, mi hanno dato dei semi che ho anche provato a seminare, i miei Gymnocalycium, per ora, non hanno ancora prodotto frutti.

In attesa dei fiori del Gymnocalycium damsii

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I fiori delle piante appartenenti al genere Gymnocalycium sono in genere molto belli: non spettacolari come quelli degli Echinopsis, ma delicati e carnosi, assolutamente ben proporzionati rispetto alla pianta. Sinora, fra i diversi Gymnocalycium che possiedo, ho potuto vedere solo il fiore del Gymnocalycium baldianum, di cui adoro il colore rosa antico, dalla tonalità calda ed intensa. Inoltre, mentre i fiori di altre cactacee, come appunto l’Echinopsis o la Copiapoa, una volta aperti durano 24 ore o poco più, i fiori dei Gymnocalycium durano qualche giorno, aprendosi la mattina e chiudendosi al calare del sole. Quello che hanno queste piante è che sono lente da morire, una cosa estenuante. La mia pazienza è messa seriamente a dura prova. All’inizio di giugno ho notato che all’apice vegetativo di un piccolo Gymnocalycium damsii v. centrispinum rotundulum (ha più titoli di un lord questo supponente di un cactus), acquistato lo scorso anno a fine settembre, sono spuntati contemporaneamente due boccioli. La pianta ha una geometria perfetta, che mi ricorda quella dei fiocchi di neve. La forma è globulare molto compressa con otto costolature segnate da fossette orizzontali e piccoli rigonfiamenti in corrispondenza dei quali si trovano la areole con le spine, che si presentano bianche e piuttosto morbide. Il colore dell’epidermide è verde chiaro, con zone brune. Durante l’inverno tutta la superficie era diventata rosso-bruna, e difatti temevo che stesse poco bene, e invece con la primavera ha assunto di nuovo un colore accettabile. Ho fotografato i bocci che iniziavano a fare capolino e mi sono messo ad aspettare… aspettare… aspettare…

gymnocalicium damsii

Ecco il dettaglio, ed i medesimi bocci dopo circa due settimane. Una crescita irrisoria. Adesso i bocci sono completamente formati, ma ancora non si sono aperti. Per cui, a distanza di un mese non ce la faccio più… sono curioso come una lontra di vedere di che colore siano!

Poichè questo è un blog serio e impegnato, approfitto per lanciare un appello, avendo assistito ad un atto di crudeltà del tutto gratuito perpetrato in pieno centro e sotto gli occhi dei passanti. Si tratta di almeno cento pulcini tenuti stipati in un improbabile cestino, esposto in vetrina sotto i raggi cocenti del sole, la cui temperatura si aggirava oggi intorno ai 40°. Prossimamente petizione on-line per la loro liberazione: firmate tutti. Poi li mettiamo in una terrazza esposta a sud ad annaffiare cactus, ma questo è un dettaglio.