8_Fred Vargas, “Tempi glaciali”

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Fred Vargas_Tempi glacialiRischio spoileraggio elevatissimo, e trattandosi di un giallo no, non si fa… Provo a camminare sul filo del rasoio dunque!

Sono un’appassionata lettrice di Fred Vargas, di cui ho divorato prima la trilogia dei Tre Evangelisti e poi tutti i volumi che hanno per protagonista il commissario Jean-Baptiste Adamsberg. Gli Evangelisti mi hanno incuriosita dapprima per motivi squisitamente “professionali”, visto che i tre improvvisati detective così soprannominati sono un archeologo specialista di Preistoria, un medievista e uno storico della Prima guerra mondiale, tutti e tre alle prese con il precariato e l’assenza di sbocchi nel loro campo di ricerca. I tre romanzi mi hanno divertita tantissimo, sicuramente perché nelle piccole manie e follie dei personaggi ho rivisto tante delle fissazioni e dei modi di affrontare la realtà tipici degli archeologi e che ben conosco (tipo, per quanto mi riguarda, un gelato non è mai un semplice gelato ma un susseguirsi di strati di colore, consistenza e composizione diverse che è necessario consumare in rigoroso ordine inverso di deposizione nella coppetta, distinguendoli e senza mescolare o sottoscavare…), mentre nel loro cameratismo ho rivissuto l’atmosfera degli scavi, dove la convivenza forzata in luoghi scomodi e per lo più abbandonati se non da Dio sicuramente dagli uomini col tempo crea e poi consolida amicizie e complicità che spesso sono condivisione di pensieri prima ancora della loro formulazione. Ma non è solo questo: la prosa di Fred Vargas è brillante, ironica e avvincente, e gli intrecci ricchi di trovate geniali e difficilmente scontate.

Confesso che quando sono passata ad Adamsberg ho rimpianto un poco i giovani ricercatori un po’ svitati, ma poi sono stata conquistata anche dallo “spalatore di nuvole”. Gli ultimi romanzi mi avevano un po’ delusa, e quindi ho affrontato Tempi glaciali con un po’ di diffidenza, che però è presto svanita, insieme al libro che è finito in tre giorni: una cavalcata fra i ghiacci perenni dell’Islanda e gli spettri della Rivoluzione francese (cosa c’entrano fra loro? eh leggete per capire!) che lascia davvero senza fiato. Adesso ho davvero voglia di leggere una biografia di Robespierre!

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  1. Ho letto anche io uno dei libri degli Evangelisti (consigliatomi guarda caso da un archeologo che conosco) ed oltre che appassionarmi per la trama mi ha divertito la loro buffa e non sempre facile coabitazione e la convinzione di ognuno che il proprio campo di ricerca sia ben superiore a quello degli altri.

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