Turchia on the road 3 (come ci ritrovammo soli, di notte, nel Castello di cotone)

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Nell’improbabile classifica delle icone commerciali del turismo turco, se la Biblioteca di Celso a Efeso è sicuramente in pole position, il primo posto spetta tuttavia senza dubbio alcuno al “castello di cotone” di Pamukkale: tale è infatti il significato, potentemente suggestivo, del nome della località in turco.

E come dar loro torto… Per quanto le immagini pubblicitarie, pompate ad hoc con sapienti (?) tocchi di Photoshop, restituiscano in genere una realtà “aumentata” e fedifraga, l’impatto visivo di questa candida cascata di travertino, e delle vasche ricolme di acqua di un irreale azzurro brillanti al sole è indimenticabile.Pamukkale (2) (Medium)Immaginate una brulla e spoglia collina, dalla sommità pressappoco piana, su cui sorgeva la città di Hierapolis, mentre uno dei versanti è caratterizzato dalla presenza di sorgenti termali, che hanno progressivamente formato questo paesaggio acquatico ed extraterrestre. Mentre le vasche naturali sono precluse al pubblico per evidenti ragioni di conservazione, lungo la strada che sale al sito sono state create vasche artificiali in cui è possibile passaggiare e immergersi a piacimento: basta togliere le scarpe.

Si prova uno strano spaesamento in questo luogo lunare: è bello camminare a piedi nudi sul biancore accecante dei sedimenti calcarei, immergerli ogni tanto nell’acqua calda, immaginare le foglie appoggiate a terra ricoprirsi di travertino con il tempo, guardare il gioco di specchi che l’acqua crea con le pareti di roccia…

Certo che uno sforzo di fantasia è necessario, perchè come accade a tutti i posti belli, tutti vogliono esserci, ed il sito è veramente affollato.Pamukkale (1) (Medium) Pamukkale (3) (Medium) Pamukkale (4) (Medium) Pamukkale (8) (Medium)Ma la forza è con noi: arriviamo alla biglietteria un po’ tardi (tanto ci hanno detto che, una volta entrati, si può restare dentro quanto vogliamo), dopo aver sbagliato strada e camminato inutilmente nel deserto per svariati chilometri (perchè noi non ci affidiamo ai tour organizzati, noi, e dobbiamo arrivare ovunque da soli noi!), mentre minacciose nubi temporalesche si addensano sulle teste delle ignare torme di turisti russi e scandinavi che si baloccano nelle vasche di Pamukkale.

Ma dai, non pioverà, siamo in Turchia e a metà luglio per di più Pensando questo ci divertiamo salendo per le vasche, scattando foto e giocando.

E invece l’improbabile accade: non appena arriviamo in cima al castello di cotone, e ci accingiamo a visitare il sito di Hierapolis, inizia non a piovere, ma a diluviare. I venti spazzano violentemente le strade antiche, e una cascata di acqua si riversa sulle chiese paleocristiane, sulle colonne, sui templi, sul teatro. Dopo aver cercato invano riparo saltellando come capre da una roccia a un’altra, addossandoci ai muri, infilandoci sotto qualsiasi cosa avesse una tipologia trilitica, infine troviamo un ridicolo riparo sotto due cartelloni pubblicitari disposti a cavalletto, e da questa umida cuccia assistiamo allo scatenarsi degli elementi.Pamukkale (5) (Medium)Beh, non che sia sgradevole assistere al tramonto in un antico teatro… Anzi romantico lo è senz’altro, anche se avrei preferito avere i pantaloni asciutti, ecco… Dopo un’ora buona la tempesta non accenna a calmarsi, e noi siamo esausti, considerando che sta facendo buio ormai, e che pure la guardia ci ha abbandonato a noi stessi. Infine decidiamo la sortita, e rotoliamo giù dalla collina verso le vasche, pensando di guadagnare semplicemente, e possibilmente senza riportare fratture, l’uscita.

E l’improbabile accade una seconda volta. In un sito ormai completamente deserto, eccetto due giapponesi più disperati e umidi di noi (e sicuramente più impauriti dalla situazione, visto che manca poco si gettano fra le nostre braccia confidando inutilmente di trovare una fida compagnia per intraprendere la discesa al buio), non appena arriviamo alle vasche, la tempesta cessa di colpo, il vento cala, le nubi si diradano.Pamukkale (6) (Medium)

Il castello di cotone, vinto, è ai nostri piedi, la luna piena si alza infine in cielo, il muezzin chiama alla preghiera delle nove dalla moschea del paese. Ci guardiamo, ci spogliamo e ci gettiamo nell’acqua calda.

Estasi.

I giapponesi se ne vanno da soli, sconsolati, una guardia ci guarda dall’alto e allarga le braccia… Ridiamo.Pamukkale (7) (Medium)

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  1. Rendi tutto così allettante e attraente….. Ma siamo proprio sicuri che non sei al soldo dell’Ente Turco per il Turismo??? E questa volta non ti sei nemmeno preoccupato di crearti uno straccio di alibi parlando di un cactus o almeno di una misera pianticella di qualsiasi tipo!

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