I Fòchi di San Giovanni li faccio anche io!

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San Giovanni Battista è il patrono di Firenze; i festeggiamenti che la città gli riserva, il 24 di giugno, prevedono una serie di liturgie sacre che iniziano con una messa di suffragio, proseguono con una solenne processione per le vie del centro e culminano con l’accensione dei ceri davanti al Battistero, che è al Santo dedicato. Contemporaneamente, in Piazza Santa Croce, si svolge la partita del Calcio storico fiorentino, torneo protocalcistico in cui quattro squadre corrispondenti ai quattro quartieri storici del centro si sfidano per un premio costituito da una vacca chianina.

Ma il momento più bello della festa è sempre stato, per me, lo scoppio dei Fòchi di San Giovanni, un rituale a cui rinuncio veramente malvolentieri. In realtà non ho mai amato particolarmente gli spettacoli pirotecnici, ma questi sono davvero particolari. Prima di tutto la location: i fuochi vengono sparati dal Piazzale Michelangelo, vasto spazio che domina il panorama della città da sud-est, verso la Torre di San Niccolò ed il Lungarno adiacente. Il mio luogo preferito per vederli è dalla spiaggetta sotto San Niccolò, un arenile sull’Arno in cui nel resto dell’anno non metterei piede per nulla al mondo, vista la fauna che si intravede talvolta nell’acqua del fiume, ma per San Giovanni dimentico ogni precauzione igienica e IL posto è: la spiaggetta di San Niccolò. E LA compagnia è fondamentale, fissata per tradizione che sennò la festa non avrebbe lo stesso sapore. E’ bene andare a prendere il posto abbastanza presto (diciamo verso le 19-19,30), stendendo un asciugamano nella posizione adeguata, in modo da vedere i fuochi senza che la torre disturbi troppo la visuale. In loco è possibile acquistare dei cestini pic-nic, ma a noi piace preparare qualcosa da mangiare a casa e portarlo con noi, e con gli anni l’organizzazione si sta molto affinando.

E piano piano lo spazio sulla spiaggetta si riempie di gente, e anche le spallette dei lungarni, i giardinetti intorno alla torre, il ponte appena a sinistra… perchè ognuno ha il suo posto preferito per vedere i Fòchi, e anche questo è toscanità, che a ognuno gli garba fare le cose a modo suo, che è diverso da quell’altri!

Verso le 22.00 le luci dei lampioni si spengono, e lo spettacolo ha inizio. Quasi un’ora di spettacolo pirotecnico, in cui si susseguono stelle e cascate colorate, con l’immancabile tricolore e l’immancabile viola di Firenze. La partecipazione popolare all’evento è intensa e spazia dalle lamentele “perchè l’anno scorso era meglio” e “il sindaco qui il sindaco là” agli “oh-oooooh” e “aaaaaaah” e applausi dei momenti più sorprendenti!

I Fòchi di San Giovanni hanno il potere di emozionarmi. Il perchè non l’ho mai capito. Sarà che stando col naso all’insù, di notte, si può tornare un po’ bambini, che l’aria calda della notte estiva ti avvolge e ti coccola, che si sente vicino il palpitare della gente, il rinnovarsi della tradizione. E’ una di quelle feste legate al volgere delle stagioni, al ciclo perpetuo della natura e della vita, quelle feste che scandivano il calendario dei tempi passati e che oggi non abbiamo più. Perchè ora le feste sono una cosa ben diversa, sono i negozi aperti dopo cena per le notti bianche. E quanto avremmo bisogno, invece, di feste vere. La notte di San Giovanni è una notte magica, non c’è verso, perchè si ricollega ai riti antichi del solstizio d’estate, con il carico di aspettativa per il futuro, per l’andamento delle messi e delle altre colture, come vuole anche il detto tradizionale, diffuso un po’ in tutta Italia: La notte di San Giovanni destina il mosto, i matrimoni, il grano e il granturco. E quest’anno è anche un onomastico, quindi lo festeggio anch’io con questo nuovo fiore del Thelocactus exaedrophorus, che sembra un po’ un fuoco d’artificio, di quelli che prima scoppia una stella giallo chiaro lanciando migliaia di stelle più piccole che disegnano come un salice in cielo prima di affievolirsi piano piano, e poi dopo ne scoppia un’altra in mezzo, più scura e persistente.

E ora tutti sul Lungarno a vedere i Fòchi, via!thelocactus exaedrophorus - fiore

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