L’exploit del Gymnocalycium leeanum

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Quando l’ho ricevuto non gli avrei dato due lire a questo Gymnocalycium leeanum, soprattutto per la sua forma globosa molto depressa e per le sue dimensioni ridicolmente ridotte: insomma, diciamoci la verità, mi sembrava sempre sul punto di sgonfiarsi, afflosciarsi su se stesso, implodere, raggrinzirsi. Ma si conferma il detto che nelle botti piccole ci sta il vino buono! Per un anno mi ha tenuto discretamente compagnia senza dare segno di vita sostanziale. Non dico mica che sia brutto, eh, anzi; come per tutti i Gymnocalycium mi sorprende sempre osservare la minuziosa geometria delle costolature verticali suddivise in prismi sfaccettati, tutti simili ma in realtà ognuno diverso dall’altro per qualche inafferrabile dettaglio. La stessa differenza nell’uniformità che anima le capigliature dei kouroi greci arcaici (mi perdonino i non archeologi – archeologi difendetemi dalle ire altrui!) e rende il loro ritmo così affascinante e ipnotico. Per non parlare delle spine, ripiegate verso la superficie del cactus, su cui si allungano pigramente ben lunghi dall’idea di procurare la benché minima ferita a chicchessia… quasi una parodia di spine! Ma poche settimana fa l’apice vegetativo si è risvegliato, ed ecco spuntare tre bocci che si sono allungati a dismisura, per poi aprirsi in fiori di un giallo chiaro con sfumature brune e dai petali affusolati a appuntiti, che ho fotografato con grande maestria riuscendo a tagliarne quasi sempre la punta… E’ proprio il caso di dirlo; i miei cactus sono molto migliori di me!Gymnocalycium leeanum (4) Gymnocalycium leeanum (5) Gymnocalycium leeanum (9)

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  1. Carissimo,la perfezione non è di questo mondo ma tu ci vai decisamente vicino.Sai cosa mi piacerebbe vedere: l’immagine della creatura senza il fiore.Ossia il prima o il dopo.Questo perchè ritengo che sia decisamente più difficile dare un nome alla piantina nella fase di riposo.Ti ringrazio con gioia.

    • Caro Roberto ti ringrazio, ma lungi da me ricercare la perfezione! Prometto che cercherò di accontentarti (e anche a me piacciono le piante “in sé” specialmente per le loro geometrie), ma ora che tutto è in fiore è proprio difficile resistere…

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