Nascita di una pianta

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Non è un mistero che la principale preoccupazione di ogni forma vivente sia quella di riprodursi e propagarsi e, potendo, conquistare il mondo intero. Logico che più meccanismi si hanno a disposizione, più elevate saranno le probabilità di riuscita. Le piante, per l’appunto, possono riprodursi sia per via sessuata, ossia per seme, sia per via asessuata, ossia per talee di vario tipo. Si possono realizzare talee di fusto, di foglia e addirittura di frutto. La differenza sta nel fatto che per via sessuata si otterranno individui con un patrimonio genetico diverso da quello dei genitori (e qui sta tutto (?) il gusto di questa strategia evolutiva, in quanto i cambiamenti genetici consentono l’evoluzione della specie) mentre con la riproduzione asessuata si ottengono individui del tutto identici alla pianta madre.
Ma bando alle ciance! Ecco cosa accade a fare una talea di foglia. Il procedimento è veramente lungo e complesso e presenta notevoli difficoltà. Nel caso di cui si presenta la diapositiva, si prende una foglia di Pachyphytum oviferum che si è accidentalmente staccata dal fusto, la si appoggia con attenzione e grande maestria in un vaso con un po’ di terra e si aspetta. Nel giro di pochi giorni, si vedranno dapprima spuntare dei filamenti dal punto di congiunzione della foglia con il fusto, dopodiché nel medesimo punto si vedrà spuntare la nuova pianta vera e propria. In questa fase, non è essenziale annaffiare molto la pianta, perché la foglia (che in seguito si seccherà e morirà) contiene il nutrimento necessario per lo sviluppo. Certo che io un po’ di acqua la prodigo ogni tanto… Come si vede l’operazione è di elevato livello scientifico e non alla portata di tutti! In bocca al lupo a tutti i propagatori di succulente: sappiate che le piante grasse conquisteranno il mondo e sarà anche colpa vostra (mia di sicuro)!!!

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  1. Quando ero piccola vicino casa trovavo dei rametti di una pianta grassa che cadevano dal balcone soprastante, li trovavo buffissimi, e suppicavo mia mamma di piantarli. Mia madre alla fine mi accontentò, pensando, immagino, che tanto la pianta non avrebbe attecchit. Dopo qualche tempo ne avevamo vasi su vasi! 🙂

  2. Pingback: Imprigionando gocce di pioggia | 12mq

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