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La piccola Mammillaria zeilmanniana che i miei genitori mi hanno regalato ad aprile insieme ad altre quattro cactacee ha continuato a fiorire senza interruzione: in effetti si tratta di una delle specie più fiorifere del genere Mammillaria. La pianta ha un portamento globulare, che tende a divenire cilindrico con il passare degli anni, quando la pianta inizia anche ad accestire emettendo polloni basali. Come le altre Mammillaria, genere di cui possiedo numerosi esemplari, non ha costolature ma tubercoli, di forma ovoide in questo caso, privi di lanugine, al sommo dei quali è presente l’areola con le spine. La forma, la disposizione ed il colore delle spine hanno una grande variabilità nel genere Mammillaria, ed è affascinante osservare come piante dalla struttura generale molto simile, tanto da sembrare a prima vista identiche, differiscano poi profondamente nei dettagli. La Mammillaria zeilmanniana ha, per ogni areola, un gruppo di spine di colore bianco disposte in modo radiale, piuttosto corte e sottili, e quattro spine più lunghe, centrali, di colore giallo-bruno. I fiori sono grandi circa 2 cm, diurni, ed hanno petali allungati e appuntiti, dal colore rosa che diventa più intenso verso il centro del fiore; rosa sono anche gli stami; solo le piccole antere ed il pistillo sono color crema. Quest’ultimo sembra un piccolissimo fiore nel fiore. Coltivo questa pianta in pieno sole e mi sembra che apprezzi! Io sinceramente un po’ meno, visto che per fotografarne i fiori mi sono fatto una sudata di tutto rispetto…

Le antere sono cariche di polline, che è sparso su tutta la corolla come una polvere luminosa, ben visibile nelle foto. E dato che ci siamo chiesti se esistesse il te al cactus, e abbiamo avuto risposta positiva, credo doveroso a questo punto chiedersi se esista anche il miele di cactus: sembra che le api apprezzino questi fiori in particolar modo, come quelli della vicina Mammillaria polythele inermis… Attendo informazioni al riguardo, chi sa fornirmele?

Una risposta »

  1. Il miele di cactus… qualità rara.. ma sembra davvero che esista! Ottenuto (almeno) dai fichi d’India, è anche più dolce di quello comune.

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