Una pianta dal cuore nero e peloso

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Ci sono piante dal cuore nero e peloso, e io ne ho le prove. Prima fra tutte, e inoppugnabile: questa pianta è infotografabile. E ciascuno saprà cosa questo significa. Se la metto alla luce davanti ad uno sfondo chiaro, il contrasto cromatico impedisce all’obiettivo di metterla a fuoco, se la metto all’ombra assorbe la poca luce che le arriva, diventando tutta di un nero uniforme. Ma ce ne sono altre e vieppiù inquietanti…

Ho acquistato questa Asclepiadacea lo scorso marzo, incuriosito dalle sue numerose ramificazioni a punta, e dal colore verde grigio dell’epidermide, con macchie e venature brune. Si tratta in particolare di una Caralluma hesperidum, succulenta non cactacea proveniente dal Marocco. E’ una pianta che ramifica facilmente, e infatti si è ingrandita, con mia soddisfazione, in pochissimo tempo. Fra l’altro, nel trasportarla a casa un rametto si era staccato, e l’ho messo a radicare insieme ad altre talee in un vasetto, dove ha iniziato quasi immediatamente a vegetare.

Dopo un paio di mesi, mi sono accorto che sulla pianta albergava un certo numero di cocciniglie, per cui l’ho sottoposta al solito trattamento con stuzzicadenti&alcool, dopodichè l’ho messa in quarantena, in modo che eventuali nemici residui non si spostassero sulle altre. Ho preferito non esporla alla luce diretta del sole, e l’ho posizionata un pochino defilata, in una zona del terrazzo luminosa ma ombreggiata per la maggior parte della giornata. Risultato: me ne sono pressochè dimenticato, preso com’ero a seguire le fioriture delle altre piante grasse.  Poi, pochi giorni fa, ho notato che la pianta si era letteralmente riempita di boccioli pentagonali… e già oggi uno si è aperto!

Meraviglia e raccapriccio: si tratta di un fiore molto piccolo (circa 1,5 cm di diametro), con cinque petali disposti a stella, dall’aspetto morbido e vellutato, di un colore bruno-viola molto molto scuro, tempestato di minuscoli puntini bianchi. Ma ecco il raccapriccio: l’odore del fiore è terribile… si avvicina dapprima all’odore delle olive, ma a valutarlo bene sa inesorabilmente di marcio e putrefazione.

Si tratta di un simpatico stratagemma, finalizzato alla riproduzione, messo in atto da molte Asclepiadacee. Invece di farsi impollinare da graziose api Maia, queste piante preferiscono farsi impollinare da mosche e mosconi, e come attirarli? Di certo non con nuances pastello e profumo di nettare e ambrosia. Bisogna mascherarsi da carogna, cospargendosi di fiori dai colori scuri o strani e orrendamente puzzolenti…

Non è avere un cuore nero e peloso questo?

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  1. Fantastica! Mi verrebbe in mente un bel duello – no forse una sfida a tre, anzi no a quattro,.. insomma: portiamola in un noto ambiente chiuso e competitivo e vediamo chi appassisce prima! AHAHAHAH!!!!
    E comunque si vedeva subito che era cattiva!

  2. Pingback: La signora in rosso « 12mq

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