Una certezza: Euphorbia obesa

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La maggior parte delle piante che possiedo è per me fonte di dubbi e angoscianti interrogativi. Chi sei? Perchè non parli? Talvolta, quando le ho acquistate erano provviste di cartellino, indicante genere e specie; per lo più tuttavia, acquistando spesso non presso vivai specializzati ma presso vivai normali se non supermercati, l’incertezza regna sovrana. D’altra parte se uno vuole spendere in media 1,5 euri per una pianta si deve accontentare. Ed ecco quindi epiche navigazioni in solitaria nelle rete alla ricerca di informazioni, che spesso ritengo io stesso non definitive e suscettibili di ripensamenti. In tutto ciò però ci sono alcune incrollabili certezze. Una di esse è l’Euphorbia obesa, che solo dal nome ispira una rassicurante simpatia, confermata dall’aspetto fisico della stessa.

Quando, in un precedente post, parlavo della somiglianza fra i cactus e i ricci di mare, avevo in mente proprio questa pianta. La forma è perfettamente circolare negli individui giovani, divenendo cilindrica in quelli più maturi, ed è divisa in otto costolature che recano al centro una sorta di nervatura con piccole escrescenze globulari. E’ del tutto priva di spine. Il colore dell’epidermide è verde scuro, con venature più chiare. Non è forse identica allo scheletro di un riccio di mare?

Come tutte le piante appartenenti al genere Euphorbia, l’Euphorbia obesa non è un cactus! E qui vi volevo tutti! Le piante succulente (sinonimo più corretto di piante grasse) si suddividono in due grandi gruppi: da una parte le piante appartenenti alla famiglia delle Cactacee, dall’altra le piante non appartenenti a questa famiglia. In soldoni, i cactus sono quelli tondi o a colonna con le spine, le altre piante grasse non sono cactus! Se talvolta hanno delle spine, non sono spine! Che fatica. Eh lo so. Ma ce la posso fare. Si tratta di un fenomeno di convergenza evolutiva che ha fatto sì che piante diversissime (nemmeno imparentate dal punto di vista della sistematica) e con percorsi differenti sviluppassero organi simili per adattarsi ad un medesimo habitat. Il diffusissimo “cuscino della suocera” (alias Echinocactus grusonii) è un cactus; il fico d’India (Opuntia ficus-indica) è un cactus; l’Aloe vera è una succulenta non cactacea, e così la simpatica Euphorbia obesa.

Ed ecco i fiori. Sì, non sono spettacolari. Nascono sull’apice vegetativo, e sono minuscoli, di colore verde e giallo. Ma fanno simpatia lo stesso!

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  1. Pingback: La signora in rosso « 12mq

  2. Ti ho incrociato per caso sul web mentre navigavo alla ricerca di immagini piacevoli (almeno per me!):cactus e succulente. Descrivi la tua passione in modo molto simpatico e divertente, ma si rileva anche una certa competenza ed esperienza . Bravo.

    • Ti ringrazio! Sono contento che si percepisca come intendo questo spazio, che è passione e condivisione ma soprattutto un posto dove mi diverto un sacco! Spero che ripasserai a trovarmi!

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