Un cestino di cactus

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Immortalo immediatamente questo regalino che mi hanno portato i miei genitori stasera. Sono cinque vasetti di cactus, che il fioraio che confezionato in una sorta di cestino realizzato con la carta velina verde, tenuto insieme grazie ad un nastro rosa che richiama il colore dei fiorellini della piantina centrale, con un effetto cromatico molto grazioso.

Mi avventuro nella spinosa questione dell’identificazione, altrimenti so che non andrò a dormire stasera. In omaggio alla mia amica di Il mio te mi accingo all’opera davanti ad una tazza di Grand Jasmin Chun Feng, profumatissimo e delicato al tempo stesso (e poi le bustine di stoffa sono meravigliose…)!

La prima pianta in alto a sinistra pare essere un Lemaireocereus pruinosus, di cui posseggo altri due esemplari gemelli nel medesimo vaso, che presentano tuttavia, a differenza di questo, una avvitatura del fusto intorno all’asse verticale. Quindi sono diverse!

La pianta successiva, che ha prodotto un gran numero di germogli basali di differenti dimensioni, è invece una Mammillaria, come si può riconoscere facilmente dai tubercoli all’apice dei quali sono presenti le spine, disposte radialmente e caratterizzate da un bel colore giallo. Potrebbe essere Mammillaria elongata. Potrebbe. Ma forse non è. Le specie del genere assommano a circa 2 miliardi senza contare cultivar e varietà, e non ci si capisce niente. Necessitano ricerche ulteriori per pronunciarsi. Ah, ci sono i boccioli, mi aspetto che fiorisca presto dunque! Questa non ce l’avevo, evviva!

Nella fila davanti, il fioraio ha disposto tre cactus più piccoli. Quello a sinistra credo sia un Gymnocalicium. Ho altre tre piantine appartenenti a questo genere, ma di specie diverse, una delle quali lo scorso anno, prima di essere attaccata dall’odiosa cocciniglia, mi aveva dato dei bellissimi fiori rosa chiaro. La cocciniglia è stata debellata infilzandola con gli stuzzicadenti e irrorandola di alcol in soluzione acquosa, e mi auguro che la piantina possa riprendersi. Anche questa, tuttavia, ha un bel bocciolo, da cui occhieggiano petalini rosa. La piantina centrale è chiaramente un’altra Mammillaria, che è invece in piena fioritura, con fiori già sbocciati e altri ancora da schiudersi, disposti su ben quattro ordini diversi. L’ultimo cactus a destra è davvero particolare. Si tratta infatti di un esemplare crestato: ovvero un cactus per motivazioni genetiche che sfuggono ai più si è sviluppato secondo una geometria diversa rispetto a quella che sarebbe caratteristica della sua specie (mettiamola così va che di meglio non so fare, soprattutto a quest’ora). Mi piace tantissimo! A proposito, la crestatura dei cactus mi ha sempre spinto a riflessioni che conto di pubblicare al più presto in pillole di filosofia cactacea! Ma il passo successivo è l’aggiornamento della mia tabella: si arriva a quota 97!

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  1. Piumino ha una scioltezza nel descrivere fiori, tubercoli e spine, che sembra quasi parli di fregi… Ma si può dire che i bocci sono sulla spalla del cactus?!?
    Alla mostra dei fiori impazzirai definitivamente… Ciao ciao!

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